giovedì 28 gennaio 2016

Il mio brodo di giuggiole: un liquore delizioso




Prendete una cara amica che un giorno parlando del più e del meno vi confessa di avere una pianta di giuggiole nel suo giardino e lo fa tanto candidamente da farla sembrare la cosa più naturale del mondo. 
La immaginate la mia faccia?
Ecco sì, così!
Fatto tutto quanto in mio potere per avere accesso a un tale ghiotto bottino sono stata prontamente avvisata non appena erano belle mature, che aspettavano solo qualcuno che le raccogliesse. 
Sono corsa in spedizione nel suo bellissimo agriturismo qui con tutta la mia famigliola al seguito e abbiamo fatto incetta di giuggiole. 
Che spettacolo!
Vi dico solo che mai ho assaggiato un liquore tanto delizioso!
Dolcissimo ovviamente e per non smentire il famoso detto... 
"Andare in brodo di giuggiole" ci siamo andati eccome: 
tutti al primo assaggio. 
Compresi gli amici a cui ne ho fatto dono per Natale. 
Il brodo di giuggiole in realtà è uno sciroppo dal potere medicamentoso oltre che dal sapore squisito, ma ho pensato di farci un liquore per conservarlo un pò più a lungo e per poterlo servire anche come dopo pasto. Da rifarsi assolutamente.
Licenza di Rossana permettendo ovviamente...





Queste nel piattino sono le giuggiole sotto spirito dopo l'infusione

Che un amico ha divorato una dopo l'altra, vero Sergio?
La giuggiola è un frutto simile al dattero, una drupa, ovvero un frutto con un nocciolo al suo interno, dal colore marroncino rossiccio e dal blando effetto lassativo. 
Le giuggiole sono originarie della Siria conosciute dai Romani per cui erano il simbolo del silenzio, ma citate anche da Omero come frutto magico in grado di consolare gli uomini colpiti da nostalgia perché lontani da casa.  
Eccole qui fotografate i primi di novembre subito dopo averle raccolte. Prima di farci il liquore bisogna farle appassire un pochino in modo che appaiano come in questa foto


Ingredienti:
850 gr di giuggiole
1 litro di grappa
600 grammi di acqua
250 grammi di zucchero
2 mele renette
1 tazza di uva bianca
la scorza di un limone non trattato in superficie

Procedimento:
Per prima cosa ho sciacquato bene le giuggiole sotto acqua corrente fredda. Quindi le ho divise a metà. Una parte di giuggiole le ho lasciate 30 giorni in infusione nella grappa dopo averle aperte a metà con uno spelucchino. La restante metà mi è servita a preparare il vero e proprio BRODO DI GIUGGIOLE, in pratica uno sciroppo che ho preparato in questo modo:
ho messo in una pentola le giuggiole, l'uva, lo zucchero e un bicchiere d'acqua e ho lasciato cuocere per 25 minuti a fuoco lento. Quindi ho aggiunto le mele tagliate a pezzetti e la scorza di limone e ho coperto d'acqua lasciando nuovamente cuocere sempre a fuoco basso per circa 20 minuti fino a che la frutta si addensi come una marmellata. A questo punto ho filtrato tutto con un colino a maglie strette, recuperando la frutta cotta che ho passato a parte ricavandoci una marmellata deliziosa. Successivamente anch'essa invasettata e sterilizzata. 
Il liquido filtrato ottenuto invece è il brodo di giuggiole che ho unito alla grappa in cui erano rimaste a macerare le altre giuggiole ottenendo così il mio liquore. 
Ed ecco qui il risultato un delizioso bicchierino ottimo da servire come dopo pasto. 


Sperando che la mia ricetta possa essere utile a qualcuno che si volesse cimentare in questa preparazione, vi abbraccio dandovi appuntamento alla mia prossima ricetta.







2 commenti:

  1. Uhh.. che fortuna hai avuto! Grazie anche per la parte storica, interessante..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E sì Giulia ne sono consapevole! Sono fortunatissima e ora che ho la licenza per raccoglierle ne approfitterò! E' sempre davvero un gran piacere leggerti! +
      Un abbraccio grande a presto

      Elimina

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