lunedì 21 settembre 2015

Confettura di rosa canina... solo per folli e temerari!


Spero sinceramente di non turbare troppo gli animi con il titolo di questo post, ma è mio dovere informarvi in anticipo: se siete matti da legare come me, allora seguitemi.

Vi assicuro che solo qualche folle come la sottoscritta può essere felice di fare cotanta fatica per una confettura e soprattutto entusiasmarsi saltellando peggio di una bambina di 5 anni, per essere finalmente riuscita a trovare delle bacche selvatiche!
In una delle nostre ultime passeggiate estive in montagna ho visto tantissime piante cariche di bacche di rosa canina, #robedafoolblogger avete ragione, ma non ho proprio resistito, non sono riuscita a trattenermi e ho pure coinvolto nella raccolta tutta la famiglia, con il pargolo giustamente scocciato perchè mi fermavo in continuazione e il marito che imprecava perchè ogni tre per due si pungeva un dito
Eh già perchè si sa le rose hanno le spine, pure quelle selvatiche!
Raccoglierle tutte vi assicuro non è stata una passeggiata, per non parlare poi di come riuscire a farci la confettura... ma questo ve lo racconto dopo.
Insomma matta sono matta si sa, testarda nemmeno a dirlo e proprio non ho resistito, le ho raccolte queste deliziose bacche rosse e ci ho fatto una bella confettura.
Ma guardatele, non sono bellissime?


Sembrano quasi dei piccoli pomodori, ma il sapore è asprigno simile agli agrumi.
La ricetta della confettura indicata sul mio libretto "Erbe erbette e dolci frutti di campi e boschi" di Ecolibri diceva di usare il vino ma l'idea non mi piaceva per nulla. 
Per cui alla fine ho seguito, sebbene un pò di testa mia come sempre, la ricetta di Claudia Verdecardamomo che trovate qui.


Ingredienti: (ho ricavato 3 vasetti piccoli)
700 gr di bacche di rosa canina
250 gr di zucchero semolato
1\2 stecca di vaniglia
acqua qb


Procedimento:
Come già anticipato il procedimento è stato davvero laborioso.
Per prima cosa ho sciacquato bene le bacche sotto l'acqua corrente e le ho lasciate in ammollo con acqua e bicarbonato per un paio d'ore. Quindi le ho pulite togliendo il picciolo nero e le ho aperte in due. Al loro interno troverete tanti semini e peletti (irritanti per l'intestino) che vanno accuratamente rimossi. 
Che lavoraccio! Private quindi dei semini interni le ho nuovamente sciacquate e poste in una casseruola coperte con due dita d'acqua facendole cuocere per circa 20 minuti finchè fossero morbide. Una volta cotte ho posto un colino a maglie molto fitte su un'altra pentola in cui raccoglierne la purea. Potete usare anche il passaverdure, io ho usato un cucchiaio di legno per schiacciarle bene e far filtrare tutta la purea senza le bucce, i peletti ed i semini eventualmente rimasti. Altra faticaccia... Una volta ottenuta la purea (molto simile ad una passata di pomodoro per colore e consistenza) ho aggiunto lo zucchero e la bacca di vaniglia e ho lasciato addensare nuovamente sul fuoco.
La consistenza della confettura risulterà pastosa
Infine ho riempito i vasetti già bollenti (che faccio bollire in una pentola per tutto il tempo di preparazione della confettura) chiuso e lasciato raffreddare. 

Commento del marito esterrefatto:

"E hai fatto tutto sto lavoro per questi 3 miseri vasetti?"

Eccovi spiegata l'insana follia. 
E lo sappiano bene gli amici che mi leggono, quando se ne vedranno recapitare un vasetto in dono a Natale: questa confettura vale oro :D con tutta la fatica ed il lavoro che mi è costata!

NOTE PERSONALI:
Ho cercato inoltre notizie sull'etimologia del termine rosa canina, incuriosita dall'origine buffa di questo nome, scoprendo che Linneo attribuì alla radice della rosa selvatica la proprietà di preservare dalla rabbia trasmessa dai cani! Da questa credenza poi rivelatasi falsa, deriva l'attribuzione di "canina". 
Le bacche comunque sono ricchissime di Vitamina C e vennero usate in gran quantità in Gran Bretagna fino agli anni '50, per darle ai bambini al posto degli agrumi, introvabili a quel tempo nel Nord Europa, proprio per questa loro particolare caratteristica nutrizionale. 


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