venerdì 10 marzo 2017

La coda alla vaccinara


Ogni tanto e lo so da me, penso troppo.
Ma è più forte di me, per la miseria, come si fermano i pensieri? 
Mi viene da pensare che riduciamo tutto a moda e spettacolo, anche con il cibo... 
Che il senso del cibarsi e dello stare insieme a tavola sia stato un pò stravolto, che ciò che un tempo era necessità di sopravvivenza, ai giorni nostri diventa moda o peggio ancora solo un mero pretesto commerciale.
Quello che viene oggi definito quinto quarto, i pezzi meno nobili delle carni, era destinato un tempo ai meno abbienti, perchè non potevano permettersi altri pezzi di carne.
Immagino le vere custodi del focolare di un tempo, le nostre bisnonne, abili maestre in cucina, capaci di rendere regale anche un piatto povero, capaci di creare con pochissimi ingredienti ricette
strepitose, un patrimonio immenso di saperi che non dobbiamo smettere di tramandare, abbiamo l'obbligo di non dimenticare.
La tradizione. La maggior parte dei nostri piatti italiani sono nati da una sapiente cucina contadina, e lo stiamo dimenticando.
Oggi è tutto già pronto, tutto disponibile, non occorre più "guardare ciò che c'è in dispensa" per inventarsi qualcosa di buono da portare in tavola. Oggi decidiamo noi cosa vogliamo cucinare, andiamo a sceglierci gli ingredienti uno per uno per preparare una ricetta che abbiamo in mente. 
Mondi diversi, lontani anni luce che a volte mi viene la nostalgia di voler avvicinare...
Il potere della lentezza, il fascino delle cotture lente senza fretta. Perchè le cotture nel coccio, nelle pignatte poste vicine al focolare un tempo erano cotture ottimizzate. Il fuoco che serviva per scaldarsi serviva due volte ed era usato anche per cucinare. 
Lo so sono nostalgica, oggi va così. 

Ingredienti: (dosi per 3 persone)
1 coda bovina tagliata a pezzi io la compro sempre qui
1 spicchio d'aglio
2 carote
1 scalogno
1 piccola cipolla bionda
3 coste di sedano
3 cuccihai di passata di pomodoro
1 trito di prezzemolo fresco
1 chiodo di garofano
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di cannella
1/2 bicchiere di brandy o vino bianco secco
sale qb 
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva 

Procedimento:
In una pentola sufficientemente capiente portate a bollore dell'acqua e non appena bolle tuffatevi la coda che avrete prima ben sciacquato. Fatela cuocere per 3/4 d'ora poi separatela dal brodo che terrete da parte. Tagliate a dadini la carota ed il sedano ed affettate sedano e scalogno, ponete quindi tutte le verdure in una pentola di coccio, con uno spicchio d'aglio, 3 cucchiai di passata di pomodoro e le spezie e lasciate prendere calore. Aggiungete l'olio e la coda facendola rosolare fino a coloritura. Sfumate dunque con il brandy o il vino e lasciate cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore aggiungendo il brodo di tanto in tanto. Una volta cotta aggiustate di sale e servite ben calda.

Otterrete un piatto delizioso, una carne morbida e saporitissima che si stacca dall'osso e si scioglie letteralmente in bocca.
Non ci credete? Provate per credere! 

Vi aspetto alla prossima ricetta



6 commenti:

  1. Sono assolutamente d'accordo con te, cara Any. Oggi è tutta moda, velocità, spettacolo, anche il cibo. Non ci si prende più il tempo di (e da) dedicarsi in cucina, a riscoprire e riportare la tradizione in tavola. La stiamo abbandonando, in virtù di una cucina sprint, fatta di poche cose e tutte veloci. Invece, ben venga riscoprire e riportare alla luce le cotture lente, quelle che sono come coccole, tipo il "nostro" ragù napoletano o una coda alla vaccinara. Sai che questa voglio farla anche io a breve? Mi hai messo voglia di farla presto, di approfittare di queste ultime giornate fredde :) A presto tesoro :*

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    1. Cara Paola, forse la tradizione del Sud ci aiuta, ma non posso che essere in sintonia con te, ci sono cresciuta con "le coccole culinarie" sarà per questo?
      Un abbraccio forte

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  2. Ah guarda cara... con me non hai nemmeno di sfondarla la porta aperta.. l'ho proprio scardinata.. è un tuffo al cuore leggere un pensiero radicato identico al mio, una rassicurazione che qualcuno umano, li fuori ancora c'è! un caro saluto e buon week end!

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    1. Simo che bello sapere di non essere l'unica fuori dal coro, per fortuna non sono la sola! Un abbraccio

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  3. Come ti dicevo su instagram.. io non l'ho mai nemmeno assaggiata nonostante sia di Roma.. Grazie per questa ricetta.. è da provare.. so che mi piacerebbe tantissimo perchè ci vedo spezie che uso abitualmente per spezzatini.. Chissà che tenera la carne!! baci e buona domenica :-*

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    1. Claudia, hai sempre tempo per la prima volta ;) se riesci a procurarti la coda, ammetto cosa non facile, provaci ti sorprenderai della sua bontà! Un abbraccio!

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