lunedì 10 settembre 2012

Vi presento il Gofri



Da sempre sostengo che capodanno andrebbe festeggiato a settembre e non a gennaio!
Sono matta? 
Vero, questo è ormai noto, ma ditemi se non è vero che gira e rigira, a settembre ricomincia sempre un pò tutto? 
E non solo la scuola...
Nuovi progetti, nuove idee, buoni propositi, insomma io trovo che ci siano sempre mille motivi per un nuovo inizio in questo mese.
E ora non vi starò a tediare sulla mia atipica, densissima, bellissima estate appena trascorsa!
Corro subito a recuperare tutto il tempo perduto, che oggi devo raccontarvi una storia davvero bellissima!
Di che si parla dunque? 

Forse perchè felice di essere finalmente "ritornata alla base", oggi gioco in casa, ebbene sì.
Il Piemonte è davvero una terra magica per molti aspetti.
Molto ricca dal punto di vista enogastronomico, fosse solo per i nostri vini e i formaggi... le menzioni sarebbero molteplici.
Eppure ci sono tanti altri cibi magari meno nobili e meno famosi del celeberrimo barolo, che meriterebbero maggior considerazione.
Quanto meno meriterebbero semplicemente d'esser conosciuti e pubblicizzati un pò di più. 
Come ad esempio il più umile e meno altisonante "cibo di strada", che tutti oggi si ostinano a chiamare street food (che poi chissà perchè in inglese deve far più figo)... 
Altro non è che un cibo da mangiarsi con le mani, per strada appunto!
Uno di questi cibi tipici piemontesi di cui oggi voglio parlarvi è il Gofri.
Aspettate che ve lo presento...
Il Gofri nasce come "cibo di strada", o da passeggio, chiamatelo come più vi aggrada, tipico della provincia di Torino (dell'Alta Val Chisone, ed Alta Val di Susa).
E' una cialda tonda friabile e croccante preparata con un impasto a base di acqua, lievito e farina, che una volta cotto sugli appositi ferri, va mangiato al momento, rigorosamente con le mani.
Si presta ad essere servito in versione sia dolce che salata: con marmellate o creme dolci, o con salumi e formaggi.
Il post di oggi è interamente dedicato a lui, di cui mi sono innamorata quasi perdutamente, forse perchè Erika e Marzia, le due ragazze complici di questa scoperta, amano le tradizioni e le cose semplici e genuine che si facevano un tempo. 
Un pò come la sottoscritta.
Ma procediamo con ordine. 
Ad onor del vero lo zampino ce l'ha messo Marco, caro amico già più volte citato su queste pagine, cultore del buon cibo e del buon vino e mio mentore non solo per la scelta e la conoscenza dei vini, ma anche per tutti i percorsi enogastronomici del caso. 
E' stato per me un vero onore presenziare all'inaugurzione di "Io Mangio Gofri" e se posso dire: 
"Io c'ero" il merito è solo suo! 
Grazie dunque a Marco d'avermi invitata a quell'inaugurazione, che mi ha fatto conoscere queste due splendide ragazze piemontesi piene d'energia, passione e determinazione, che hanno fatto del Gofri di antica tradizione, un'idea innovativa con l'avvio della loro recente attività.
Sono fiera ed orgogliosa d'esser stata fautrice dell'inserimento del Gofri nei prodotti di Gente del Fud di cui potete leggere la scheda qui dove troverete anche ulteriori informazioni e curiosità.
L'origine del gofri si può far risalire a metà ottocento da Francia e Belgio, epoca in cui sono stati rinvenuti ferri molto simili a quelli oggi utilizzati per cuocere il Gofri. 
Probabilmente i flussi migratori e la vicinanza geografica del Piemonte con la Francia hanno permesso la sua diffusione in territorio piemontese.
Il mio invito, se capitate da queste parti, è di andare anche voi in quel di Pinerolo ad assaggiare il Gofri in versione originale, quello DOC, dove vi accoglieranno i due smaglianti sorrisi di Erika e Marzia guardatele qui:



A Pinerolo da Iomangiogofri io ci sono stata. 
Come ho già detto a Marzia ed Erika se fossi la proprietaria, farei ben pochi affari, perchè tutti i gofri finirebbero nella mia pancia prima d'esser venduti!
Sono davvero troppo buoni.
Oggi vi dico solo che mi accosto indegnamente a riprodurre la mia versione del Gofri, rigorosamente salata, visti i miei gusti personali, e che certamente nulla ha a che vedere con l'originale, che va assolutamente assaggiato e degustato sul posto. 
La bontà del Gofri è dovuta (oltre che ovviamente alla sua ricetta) all'utilizzo degli appositi ferri, che rendono la cialda sottile e croccante, e assolutamente non riproducibile con le gofriere che si trovano in commercio!
Per cui sappiatelo, quelli che ho fatto io, buoni sono buoni, ma sono assolutamente altra cosa rispetto a questi qui, quelli originali:




Avendoli assaggiati, vi garantisco, che questi DOC sono assolutamente da non perdere!
Eccovi la ricetta che invece mi sono inventata per fare la mia versione rivisitata:



GOFRI SALATI ALLE ERBE AROMATICHE FARCITI CON FORMAGGIO SPALMABILE

Ingredienti:
50 gr di farina
50 gr di pangrattato
50 gr di parmigiano grattugiato
200 ml di latte
5 foglie di menta 
5 foglie di basilico 
1 mazzetto di santoreggia
1 pizzico di sale
1 cucchiaio d'olio


Procedimento:
Per prima cosa ho frullato le erbe aromatiche ben lavate ed asciugate col pangrattato, poi ho aggiunto la farina, un pizzico di sale e il parmigiano, amalgamandoli bene.
Infine ho versato il tutto in una caraffa ed ho aggiunto il latte e l'olio, mescolando il tutto con cura, fino ad ottenere un impasto omogeneo. 
La caraffa a mio avviso è utilissima per dosare bene l'impasto da mettere sulla gofriera. 
Secondo le istruzioni allegate, ho aspettato che la mia gofriera, fosse ben calda e poi ho versato una dose di impasto corrispondente a circa due cucchiai da cucina. 
Se si desiderasse ottenere un gofri più croccante, al posto del latte si deve utilizzare l'acqua nell'impasto.
In questo caso il gofri apparirà anche meno scuro. 
I miei sono rimasti morbidi. 
Dopo la cottura appena tiepidi, ho riempito "l'interno dei quadretti del gofri" con del formaggio spalmabile aiutandomi con una sac a poche e infine li ho decorati con qualche fogliolina di menta fresca.
In questa versione, sono comunque ottimi anche freddi.
Vista l'attinenza di questa mia ricetta col suo contest e vista soprattutto, l'amicizia che mi lega a Chiara, dopo che ne ha anche prorogato la scadenza, proprio non potevo non partecipare al suo contest



E per finire, a tutti voi pazienti lettori di questo blog, anche se qualche volta dovete tirarmi le orecchie (eheheh!) per la mia prolungata latitanza, grazie davvero del vostro affetto, dei vostri commenti, dei vostri passaggi silenziosi.

Come sempre vi aspetto alla prossima ricetta.




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