lunedì 3 ottobre 2011

Connubi DI-VINI in pentole di coccio!


Vi è mai capitato di sentirvi onorati e orgogliosi di ricevere un invito, ma allo stesso tempo titubanti, spaventati e indecisi se accettare o meno? 
Ecco mi sono sentita esattamente così quando Marco, o meglio neromarco, mio carissimo amico nonché wine-blogger che scrive su WineUp, mi ha chiesto se volevo partecipare insieme a lui a questa deliziosa iniziativa: 
“I vini di Cantele incontrano i food-blogger”, promossa da Cantele, intraprendente azienda del Salento, che ha chiesto ad alcuni food and wine blogger di creare un piatto in abbinamento ad uno dei loro vini.
Vi invito a visitare il loro sito, perché sono davvero dinamici e fantasiosi!
Ed se siete curiosi leggete anche qui la nostra proposta, troverete anche altre curiosità direttamente sul loro sito.
Non nascondo che sono stata onoratissima dell'invito, in special modo visto il calibro degli altri blog invitati, ma onestamente nonostante non declini un buon bicchiere di vino, soprattutto se bevuto in ottima compagnia, non posso certo definirmi un'intenditrice di vini. Diciamo che ho i miei gusti, e come dicono di tutte le donne, preferisco i vini amabili e poco alcolici, ma di fatto sono un'istintiva (ebbene sì anche in questo!)
E’ che ad onor del vero, mi sono convinta perchè con Marco non si sbaglia mai, col suo consiglio mi son detta sono in una botte di ferro, lui sì che è un grande appassionato, mica come me cuochina profana, allora via dai... lanciamoci in questa avventura!
Devo dire che è stata un'esperienza davvero intrigante e anche divertentissima! Mi è davvero piaciuto mettermi in gioco e cercare un idoneo abbinamento per questo vino.
Il vino da degustare che ci è stato inviato è:
l’Alticelli Aglianico 2008.
Un vino che ho trovato davvero elegante, ma mi fermo qui: non voglio lanciarmi in arzigogolate descrizioni del vino, non ne sarei nemmeno all'altezza, tra poco lascerò lo spazio a Marco che approfondirà molto meglio di me!
Da poco esperta, ma istintiva condividerò semplicemente le mie sensazioni! 
So solo che al primo assaggio il richiamo è stato immediato: forse per le mie origini partenopee (??!) ho pensato subito che ci sarebbe stato bene un buon piatto di tagliatelle di quelle fatte in casa, che mia nonna faceva tutte le domeniche, condite con un saporito sugo di carne che "sa di buono", e che pur nella sua semplicità, una provenienza di estrazione contadina, mi sembrava un abbinamento abbastanza azzeccato.


Un tempo la domenica, ma a dire il vero in alcune case ancora oggi, si preparava il sugo in un tegame speciale: “u’ tian 'e creta”, una pentola in terracotta, in cui si facevano prima rosolare e sigillare per bene diversi tipi di carne e poi si aggiungeva la passata di pomodoro (bella densa: quella fatta in casa) e si faceva cuocere lentamente 2-3 ore o anche di più, ponendo il coccio accanto al focolare, ma non troppo vicino, perché, come diceva la nonna, il sugo deve “pippiare” (ovvero sobbollire) e non bollire ed è questo il segreto: la cottura lenta, lentissima, che insaporisce il sugo e rende morbidissima la carne. Se poi condite il sugo con due tagliatelle all’uovo preparate con le vostre manine, volete mettere che soddisfazione? E che volere di più?


Così ho preparato il tutto e poi tadaaaaaaan ci siamo: la prova del nove (aiutoooo che mi dirà?). 
Invito Marco e degustiamo insieme…
Allora?!?
Non ci speravo; in realtà pensavo di dover rifar tutto da capo, che m’avrebbe suggerito un altro accostamento e invece… incredibile ma vero, il mio abbinamento con questo piatto della tradizione gli è piaciuto subito, davvero, ed è stato approvato su tutta la linea! 
Ed ora potrete leggere finalmente un parere autorevole su questo vino, il parere di neromarco che ho scrupolosamente raccolto durante la cena (e minuziosamente annotato parola per parola con tanto di taccuino alla mano, ^___^ proprio per evitarmi "gaffe" in sede di post!), ebbene il suo commento dicevo è stato questo:
Un abbinamento davvero molto indovinato, secondo me. Sotto il segno del gusto e della “succosità”. Profumi di prugna e frutti di bosco anticipano sapori intensi e fruttati. In bocca poi l’Alticelli Aglianico mantiene la promessa di queste sensazioni: un frutto rotondo, che spicca, e ben si sposa con la golosità di un sugo della tradizione, eccezionale per ricchezza e sapore.
Ed ora per gli amanti come me, della tradizione, che vorranno cimentarsi anche sul versante culinario per preparare questo piatto, eccovi la ricetta preparata in abbinamento a quest'ottimo vino, ricetta molto semplice, ma proprio gustosa:



Ingredienti: 
Per le tagliatelle:
3 uova
300 g (circa) di farina
1 cucchiaio d'olio
1 pizzico di sale

Per il sugo:
200 g di salsiccia
4-5 costolette d’agnello
2-3 costine di maiale
1 pezzo di capocollo
1 spicchio d’aglio
1 bottiglia di passata di pomodoro densa
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe qb

Procedimento:
Disporre la farina a fontana rompere al centro le uova, aggiungere il sale e l’olio ed iniziare ad impastare, se occorre aggiungere un po’ d’acqua o farina fino ad ottenere un impasto bello liscio. 
Stendere la sfoglia, arrotolarla nel senso della lunghezza e tagliare le tagliatelle con un coltello a lama piatta o con l’apposito attrezzino! Cuocere in acqua bollente salata e condire a piacere. 
In questo caso…

SUGO NEL COCCIO (tegame in terracotta):
In un tegame di terracotta far rosolare bene tutta la carne con uno spicchio d’aglio e un po’ d’olio, finchè risulti ben sigillata, poi aggiungere la passata di pomodoro e far cuocere lentamente a fuoco bassissimo per 2-3 ore rigirando solo ogni tanto, non troppe volte, altrimenti la carne si spappola inoltre se il sugo un pochino non “s’azzecca”, ovvero non s’attacca al tegame, che buon sugo è?! 
Così dev’essere: un po’ “azzeccato”, diceva saggiamente la mia nonnina!

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